Le memorie Gorani

Esponente di una dinastia notarile di origine lomellina, Francesco Ignazio I Gorani percorse un notevole cursus honorum nella burocrazia milanese seicentesca, divenendo membro della Cancelleria Segreta (Regio Ducale Segretario) e Prefetto del Reale Archivio; e rafforzando il suo stato ottenendo il feudo di Goido e numerose proprietà in Brianza. Dalla seconda moglie, Caterina Beretta vedova Pecchio, nacque Carlo Francesco, che percorse le orme del padre per divenirne prima l’aiuto poi il successore (1669, stabile dal 1675) nell’ufficio; e a rafforzare le fortune familiari col matrimonio con Ippolita Maria Ghezzi (1661), che gli valse le terre costitutive del futuro feudo di Lucernate (1673). Il fratello di Carlo Francesco, Cesare II, divenne nel 1681 arciprete della chiesa regia di Santa Maria alla Scala; l’erede del nostro, Ignazio II, fu Questore del Magistrato Ordinario.

Queste vicende, interessanti ma non eccezionali per una famiglia di nobiltà di toga, sono la base storica del contributo più vistoso di Carlo Francesco Gorani alla storiografia milanese: le sue Memorie, conservate in tre tomi manoscritti presso la Biblioteca Nacional di Madrid:

Cronaca che alterna eventi minuti ai grandi snodi di quel trentennio, le Memorie costituiscono una fonte di primaria importanza per il periodo dominato dalla grande personalità di Bartolomeo III Arese, conte di Castel Lambro, Presidente del Senato (1610-1674).

Con deciso anticipo sui tempi della storiografia, Franco Arese Lucini fu a Madrid a inizio anni settanta e trascrisse il II tomo delle Memorie. Questa trascrizione, ovviamente datata ma di grande interesse, è il primo saggio della progettata edizione critica sia del testo Gorani sia della trascrizione Arese.

Criteri e modalitÓ di presentazione

I criteri di presentazione adottati per il Libro 2.do di Memorie delle cose correnti degne d'osservazione seguita sotto il Governo dell'Ecc.mo Signor Don Luigi de Guzman Ponze de Leon Governatore di Milano rispondono all’esigenza di consentire un accesso differenziato alla documentazione: non solo nella prospettiva del suo contenuto storico, ma anche quale testimonianza del modus operandi dello studioso Franco Arese Lucini che ne curò la trascrizione.

Si è, dunque, scelto di rimanere fedeli al testo trascritto dall’Arese Lucini, rinunciando ad emendare eventuali errori di lettura e battitura; sono state mantenute la divisione delle pagine e dei paragrafi, le sottolineature del testo che evidenziano personaggi di particolare rilevanza, le annotazioni e correzioni olografe effettuate dall’Arese Lucini in fase di revisione del lavoro di trascrizione, nonchè i riferimenti alle pagine del manoscritto originale. Si è intervenuti solo negli stili di presentazione, segnalando con tre asterischi laddove al paragrafo evidenziato nel dattiloscritto con un doppio a capo e margine sporgente non corrisponda un titolo o sottotitolo (ciò si verifica con particolare frequenza da pagina 191 in avanti).

Dal punto di vista operativo le pagine del dattiloscritto contenente la trascrizione del Libro 2.do di Memorie sono state acquisite automaticamente in formato elettronico con il sistema OCR (riconoscimento ottico dei caratteri) tramite il software ABBY Fine Reader 7.0 che consente la conversione automatica di documenti cartacei in file modificabili. Il testo così ottenuto è stato quindi integralmente riletto per verificare ed emendare eventuali errori occorsi in fase di Scan&Read, al solo scopo di giungere alla pubblicazione di una versione equivalente al testo predisposto dall’Arese Lucini.