Le memorie Gorani - Pagina 107

genovese.

Natura del Marchese.

Caggionò novità questo successo, perchè fu inaspettato, e se ben si sapeva che il marchese havea fatto dichiarar nulla la proffessione nella religione de' Cavallieri di S.Gioanni, aggiuttato in Roma dalli ufficij del card. Sforza suo parente, ad ogni modo non si credeva che fosse mai per venire ad una simile risoluzione, massime considerata la sua natura ritirata, melancolica ed irresoluta. In fine superò la commune aspettazione e si maritò con detta signora che scielse per haver trovato in essa le qualità che s'accomodavano al suo desiderio d'esser nobile, giovane ed in staggione di poter far figlioli, ed haver qualche poco di dote in danari, che in patria forsi non havrebbe ritrovata.

Come fosse conceduta in Spagna al marchese la successione ne' feudi del mse. di Caravaggio

Quando il marchese sodetto fu a Spagna a negotiare la successione ne' feudi di Caravaggio et altri di Casa Sforza che le fu contrastata rispetto d'esser il marchese Cavalliere Gierosolimitano considerando li ministri di S.M. che questo cavalliere per esser legato col vincolo b della proffessione, e già avanzato nell'età non fosse più in speranza d'haver figlioli e però facilmente condescesero in consultare a S.M. che le concedesse di poter godere sua vita durante li sodetti feudi, entrando nella successione, come poi l'ottenne; però nello stesso tempo non lasciarono di avertire l'ambasciatore in Roma che stesse ben attento a che il marchese non intavolasse qualche negotiatione per la dispensa di potersi maritare.

Negotiatione del marchese in Roma per far dichiarar nulla la proffessione.

Il sig. card. Trivultio, sendo ambasciatore in Roma per S.M., attraversò al marchese ogni fattura che fece per conseguir la dispensa. Ma poi passati molti anni e venuto ad essere prò ambasciatore il sig. card. Sforza s'aggiuttò di nuovo e con la prottezione di questo cardinale