Le memorie Gorani - Pagina 113

Arciduchessa l'anno passato del mese di marzo (il che fu per mia negotiatione).

Si tiene una gionta

Il sig. G.Cancelliere fece subito chiamare una gionta, che poi si tenne in casa del sig. Presidente del Senato, ed ivi consideratosi il negotio come si può vedere dall'atto della gionta, la risolutione b fu, che il sig. co. Vittaliano dovesse scrivere a Mantova a chi stimasse bene perchè non essendo stato lasciato il sale in detti luoghi per ordine dell'amministratore, nè volontariamente da' Paroni, questi attesa la loro innocenza fossero rilasciati; et a Guastalla dovesse pure il detto conte scrivere in via che mentre dal voler il sig. Duca continuare in essigere la solita regaglia, si veniva a mettere a cimento questo governo con la Corte di Mantova, si contentasse di ricevere la detta regalia in danari, e non nella specie del sale.

Così scrisse il sig. co. Vitaliano, e col padre abbate di S.Pietro in Gessate corrispondente di Modena passò pure li stessi uffici.

Il co. di Vindischgratz opera per lo rilasso delle dette barche e lo conseguisce

L'effetto fu che Mantova alle instanze del co. di Vindisgratz fece rilasciar li Paroni, e poi trasmise qua copia del processo formato per provare le contraventioni del capitolato. In appresso si farà memoria del progresso di questa negotiatione.

Incontro ch'hebbe don Gaspar di Teves nuovo ambasciator di Venetia sopra una festa di ballo in Milano.

Un giorno di questo mese il mse. Casnedi determinò di far fare una festa di ballo in casa d'un tal Antonio Longo ad instanza del sig. mse. Fiorenza che si moveva a ciò per compiacere la moglie del sig. don Gaspar de Teves donna Luisa de Osorio. Corse voce di gelosia fra le dame di Milano, che questa signora come moglie d'un ambasciatore di S.M. in Venetia, volesse stare su la festa 86 con gran distintione di luogo e forma, e però vi si portorono con l'animo assai sollevato. Osservarono che doppo cominciata la festa s'aperse