Le memorie Gorani - Pagina 114

una portiera d'una stanza immediata alla sala del ballo dietro alla quale stava una gelosia inargentata che copriva la persona della signora donna Luisa come che faceva tuttavia papele d'incognito. Vista ch'hebbero le dame questa forma, parendo loro che solo convenisse alla Governatrice di Milano, cominciò la msa. di Borgomainero a levarsi in piedi, e dietro lei quatordici altre dame, che tutte partirono dalla festa doppo haver fatta una gran risata, che girò intorno. La Castellana pure di Milano d'indi a poco fece lo stesso, e sarebbe andata con le altre se si fosse trovata pronta la sua carozza, che poi venne. Diede molto che discorrere e che stupire questo accidente alla città, e ben presto si riseppe in altre parti, perchè li curiosi lo scrissero. La festa, con tutto ciò, tirò avanti con 15 altre ballarine della fattione della msa. Fiorenza. Ogn'uno si meravigliò che il sig. don Gaspar volesse tanta distintione che a pena si deve al Governatore di Milano. Nè si lasciò di considerare che sendo l'ambasciata di Venetia d'assai minor grado di quelle delle teste coronate, perchè il Re nostro signore a quelli ambasciatori b dà dell'illustre, che seco poi porta l'eccellenza, ed a questo di Venetia non dà titolo ponendo nelle mansioni semplicemente: in cima por el Rey, e sotto A don fulano tal mi embaxador en Venetia, onde di rigore non se le deve più che dell'illustrissimo. In fine di questo tiro non potè don Gaspar farne verun risentimento, perchè non n'era capace. Si fermò alcuni pochi altri giorni in Milano alloggiato sempre in casa del mse. Fiorenza suo cognato, e poi partì per Venezia andando a Lodi ad imbarcarsi nell'Adda nel bucintoro del sig. Giuseppe Lodi di Cremona.

Risolutione della gionta sopra il ponto della presentatione delle chiavi con Pavia

Alli 17 di questo mese fecesi la seconda gionta per votare il ponto della presentatione delle chiavi alle persone Reali pretesa dalla Città di Pavia e si risolvette di far consulta a S.E. rappresentando, che la Città non havea titolo per tal privilegio, e nè men possesso, e che,