Le memorie Gorani - Pagina 118

a letto con gotta il sig. Residente,ed havendogliela lasciata lasciata, mi rispose che il martedì, giorno immediato havrebbe scritto a Torino in tale conformità.

Si repplica l'ufficio.

Alli 17 tornai dal sig. Residente per soggiongerli in voce d'ordine pure del sig. G.Cancelliere, che con nuove lettere haveva S.E. inteso, che il sig. Duca s'era poi dichiarato di voler protteggere Mioglia, 89 e che a tale effetto havea delegato il co. della Rocca di Casa Scarampa, feudatario di S.M., a notificar a Miogliesi questa prottezzione facendo loro di più intendere che dovessero mandar persone a Torino a sapere i sensi di S.A.Reale. Dissi al sig. Residente che una risolutione di questa sorte non poteva mai credere S.E., fosse proceduta da quella Corte, se havesse saputo come sta Mioglia d'obligo e di rispetti verso della Maestà del Re nostro signore, però che intendendolo dalla rappresentatione confidava l'Ecc. Sua si sarebbero ritrattati quegl'ordini. Mi rispose il Residente che, per esser stato maltrattato li giorni passati dalla gotta e dalla febre non havea scritto il martedì scorso in conformità della memoria havuta, ma che col prossimo scriverebbe senza fallo aggiongendo quello ch'io le havevo soggionto in voce nè mai mostrò d'haver informatione alcuna del negotio.

Risposta di Savoia intorno a Mioglia

Venne poi al Residente la risposta sopra il negotio di Mioglia e fu con lettera del mse. di Pianezza e del Duca ancora, che riferiva in tutto al detto marchese. La sostanza consisteva in che S.A.Reale si b sarebbe valsa della notizia perchè li ministri di S.M. non havessero occasione di dolersi, e che il communicarsi e l'intendersi era troppo necessario per mantenimento della buona corrispondenza. Io dimandai al Residente una copia del capitolo d'essa lettera del marchese e me la diede; di che poi me ne servij per farla vedere alli signori G.Cancelliere e Presidente del Senato.