Le memorie Gorani - Pagina 141

e che s'apparecchiava di darne conto a S.M. sopravennero altri ordini della Maestà Sua più precisi che di nuovo fece proporre in una b Gionta, ma non avanti di sè, e la comune fu che bensì potessero bandire li Francesi, ma non il comercio con essi, e ne anco si dovesse ciò fare con grida che non trattasse d'altro, ma bensì con la publicatione della generale de' forastieri inserendovi dentro il capitolo de' Francesi e vassalli del Re Cristianissimo. La Gionta fece in questa conformità consulta a S.E., e l'Ecc. Sua comandò che si compilasse il bando, come seguì, e sul fine del corrente si publicò

Ragioni perchè la grida così si concepisse.

Una ragione ancora per la quale si caminò da questa parte con riguardo a non far la grida solamente contro Francesi fu l'essersi osservato come sia stata communemente mal sentita quella del Viceré don Pietro d'Arragona. Egli è vero che non la grida per sè fu condannata dal buon giudicio degl'huomini, ma i modi ed i sensi di essa, come pieni d'ingiuria e di contumelia, che se bene per altro erano dovuti ad un Re che c'ha mossa una guerra per ogni capo ingiusta, tuttavolta si potevano usare più temperati e men aperti

Venuta a Milano dell'abbate Tellier

In questo mese S.E. ricevette una lettera della regina di Francia scritta in spagnolo tutta di suo pugno, anche il soprascritto, ed in questa S.M. con termini assai efficaci, sino a dire os encargo y mando, raccomandava a S.E. l'abbate Tellier figlio di monsù le Tellier ministro di Stato del Cristianissimo e Segretario di Stato del medemo, in occasione che dovea passare per questo Stato di Milano per andarsene a Roma a tirar avanti su la via ecclesiastica.

Co. Filippo Archinto destinato a riceverlo.

Havuta questa lettera, S.E. diede la comissione al co. Filippo Archinto di portarsi a Novara per attender ivi detto abbate e spesarlo 106 a conto della Camera. Partì in co. Filippo con tre carozze a sei et alcuni camerata e stette alquanti giorni in Novara attendendo la venuta