Le memorie Gorani - Pagina 144

Casa, ch'era ridotta a due soli maschi, che sono il Re picciolo nostro signore et il sig. Imperatore Leopoldo regnante. E tanto più fu di consolatione quanto che si considerò esser gionta in capo all'anno da che partì da questa città la medema signora Imperatrice.

S.E. si porta subito da Robecco a Milano

Il sig. don Luigi governatore inteso l'aviso si portò subito da Robecco a Milano con tutta la Corte il dì 7 alla sera in barca.

Va col Consiglio Secreto al Duomo per sentir cantare il Tedeum.

Alli 9 la mattina S.E. si portò col corteggio de' signori del Consiglio Secreto con pompa di carozze e guardie al Duomo dove si trovarono a' luoghi soliti nel coro senatorio il Senato con li due Magistrati, la Provisione, il Collegio de' Dottori e de' Causidici, ed ivi, doppo sentita la Messa cantata da monsignor decano, fu dal primicerio, prima dignità mancando l'arciprete e l'arcidiacono, intonato il Tedeum e cantato a due cori di musica.

b II Consiglio Secreto sedè nel luogo di precedenza solito e li consiglieri furono il Maestro di Campo Generale co. Trotto, il Castellano don Baldassar Mercadero, il G.Cancelliere, don Inigo de Velandia general dell'artiglieria, il mse. Vercellino Visconte, il co. Pirro Visconte, il co. Alberto Visconte et don Diego Patigno.

Col Senato v'era il Presidente e sei senatori

Con li Magistrati quasi tutti li questori e fiscali; e tutti li sodetti ministri furono mandati il giorno avanti ad avisare con diligenza perchè la maggior parte si trovava fuori in villa.

Finita la Messa S.E. sortì dal Duomo con dietro per ordine li Consiglieri Secreti, accompagnato da mons. Ceva Vicario Generale.

S'espongono i lumi alle finestre

Alla sera di detto giorno s'esposero i lumi a tutte le finestre della città et S.E. fece che alla facciata della casa Durina dove habita et a quella della Corte alla piazza del Duomo, si mettessero bracci