Le memorie Gorani - Pagina 146

don Inigo de Velandia) l'aviso, e doppo essersi rilevato il solito pericolo che nella cassa dell'ambasciata potesse far fondo buona parte del danaro che s'inviarebbe, e si prevedesse quasi impossibile l'impedire che l'ambasciatore non fosse per far le capitolationi e b spendere il danaro a suo modo, tuttavolta si concluse che fosse bene il procurar di saper prima dall'ambasciatore con più individualità che sorte di gente havesse da essere cotesta, se nuova o veterana, perchè per nuova vi sarebbero qua nel paese offerte molto più vantaggiose e nella prima spesa della leva e nelle capitolationi quanto allo stato colonello. S.E. fece formare la lettera per l'ambasciatore e poi volle che li signori della gionta un altro giorno la vedessero.

L'ambasciatore di Roma manda a S.E. una dichiaratione pregiudicialissima alla regalia dell'economato. Capi della dichiaratione.

Sul fine di questo mese il sig. mse. di S.Romano ambasciatore di S.M. in Roma, figlio del già sig. mse. di Velado, inviò a S.E. copia di certa dichiaratione fatta dalla Congregatione di Roma in matteria dell'economato, quale le fu presentata dal card. Imperiale, perchè la trasmettesse a S.M.. Era questa posta sotto l'anno 1663 ancorche fosse seguita se non quest'anno, e consisteva in 4 capi

Il primo. Se li beneficiati di cura d'anime habbino obligatione di dimandar il placet

2°. Se l'economo possa ingerirsi ne' frutti di tali benefitij

3°. Se li cardinali per li loro benefitij habbino obligo di dimandar il placet.

4°. Se li beneficij di cura d'anime concessi immediatamente dal Papa siano nel caso d'haver a dimandar il placet

Quanto alli primi tre, la risolutione era che nè fosse necessario il placet, nè l'economo potesse ingerirsi ne' frutti. Solo il quarto fu dichiarato a favore con dirsi che per tali provisioni si doveva chiedere il placet