Le memorie Gorani - Pagina 158

contro chi non lo vuol riconoscere; ma quando S.E. per rispetti superiori e riservati all'alta sua cognitione non stimasse bene d'usare di tal mezzo, come che sarebbe la prima volta, che fosse stato adoperato contro d'un cardinale arcivescovo poteva S.E. spedire nello stesso tempo un corriere a Spagna ed a Roma dando parte del negotio, e tra tanto citare sotto precetti penali li parenti del cardinale a constituirsi in un castello e far intendere a tutti quelli ch'hanno ufficij regij o dipendenza da' Tribunali, ed a' più nobili della città che s'astengano omninamente dal metter piede in arcivescovato. Questa consulta andò alli 28 a S.E.

Caggione principale di questi emergenti col Cardinale.

Perchè tu sappi, o lettore di queste mal messe e frettolose memorie il ponto essentiale di queste controversie, e ciò che tanto per parte 117 di S.E. quanto per quella dell'Arcivescovo si supponeva S.E. ha preteso, e con ogni ragione che il Cardinale volendo dall'Ecc. Sua li atti di stima ed honore che si devono al suo grado al suo ritorno a Milano, havesse prima d'entrare nello Stato a notificarle o per lettere o per espressa persona la sua venuta perchè quando ciò fosse preceduto S.E. sarebbe poi stato a visitare il Cardinale per lo primo, ed ancora le havrebbe mandato incontro a Lodi le compagnie della Guardia, e fatto, colà far salva conforme comanda S.M. che si trattino li Cardinali.

Per qual mottivo il Cardinale non passasse l'ufficio con S.E. notificando il suo ritorno a Milano.

Per lo contrario il Cardinale non solo passò con S.E. questo compimento nè con lettere nè con espresso avanti d'entrare nello Stato, che ne meno il fece doppo che fu arivato; e la ragione di tal stitichezza era, perchè diceva esser lui creditore di due cortesie, le quali se le dovevano pagare, prima ch'egli abbondasse nelle sue, allegando che altrimente havrebbe machiata la porpora che intendeva di mantennere illibata. L'una d'esse mancate cortesie diceva esser stata quella