Le memorie Gorani - Pagina 164

co. Arese, che trattenne per vedere se poteva al doppo pranso entrar dalle signore a smassarli, come che da esse era sortita la propositione, prima che fosse a Palazzo il sig. co. Arese, ma non le riuscì perchè le signore erano impegnate presso la persona di S.E. Procurò però di supplire alla meglio con don Pietro Orozco.

A Palazzo si tratta col sig. Presidente dello stesso.

Accetta d'andare. La stessa sera il sig. co. Arese si portò a Palazzo e con esso S.E. discorse del pensiero di mandarlo dal Cardinale, a che si offerse prontissimo, e s'essaminarono i casi che potevano succedere andando i Fiscali a far 1'intimatione al Vicario Generale. Si risolvette che l'avvocato fiscal Fajardo, et il sindico fiscal Baldirone dovessero portarsi 121 dal Vicario Generale ad intimargli lo sfratto d'ordine del Senato, se bene essi usorcno il termine di dover dire d'ordine de' Superiori, sotto pena della regia indignatione, e si ricordò che detti Fiscali fossero la mattina seguente dal sig. G.Cancelliere a prendere l'instrutione, come eseguirono.

Se ne discorse col co. Antonio Trotto del andar del sig. Presidente dal Cardinale.

Il sig. co. Presidente, al sortire dalla stanza di S.E., mi disse che sarebbe stato bene veder di lasciar cadere come pensier mio, col co. Antonio Trotto, che se si fosse potuto indurre a portarsi dal Cardinale il medemo sig. co. Presidente una sera in tutto segreto, havrebbe forsi operato qualche buon effetto, e ciò col fine che il co. Trotto prevenisse S.Em. Feci subito la partita, che piaque sommamente al co. Antonio, e mi rispose che se S.Signoria ill.ma voleva risolversi a portarsi dal Cardinale ve lo havrebbe condotto una sera così secretamente che niuno fuori che S.Em. lo havrebbe visto.

Propositione di don Pietro Orozco che il Cardinale scacci da sè il Vicario Generale

Il sig. don Pietro Orozco poi quella stessa sera discorrendo seco, uscì meco con dire, che la vera sarebbe stata che il Cardinale havesse