Le memorie Gorani - Pagina 165

cacciato da Milano il Vicario Generale prevenendo il caso dell'espulsione, perchè con questo S.Em. havrebbe et schivato 1'incontro, e sodisfatto in parte S.E. Io risposi che altri che il co. Trotto poteva entrare ad insinuare tal consiglio al Cardinale e così restai seco che la mattina seguente ne havrei trattato col co. Antonio Trotto, come poi feci.

b Ma egli mi rispose che non voleva mettersi in questo, nè mi seppe repplicar altro per quanto io le rappresentassi al vivo i pericoli, ch'erano imminenti di moltissimi scandali.

Come passasse la tentata intimatione dello sfratto de' Fiscali

Intanto il giorno 7 del corrente hebbero dal Senato li due Fiscali

Fajardo e Baldirone l'ordine in scritto d'andar dal Vicario Generale

ad intimargli lo sfratto dallo Stato, e quel giorno stesso havuta l'instruzzione dal sig. G.Cancelliere, procurorono in due maniere di sapere la forma di penetrare nel quarto del detto Vicario.

Diligenze pratticate da' Fiscali per assicurar l'atto dell'intimatione.

Mandorono prima un gentil'huomo sotto pretesto ch'andasse per suo privato negotio a dimandar udienza, perchè con quell'occasione saprebbe riferire come si governava la portiera del Vicario. Andò e trovò su la porta del quarto due chierici che gli dimandarono che cosa voleva; egli rispose, che desiderava dir una parola a mons. Vicario. Repplicorono ch'era impedito, e che dovesse dire che negotio era il suo. Lo disse, e loro subito lo indrizzorono ad un tal Ordinario del Duomo, che havea l'autorità per simili dispacchi; con che ritornò senza haver potuto entrare dal Vicario. Andò pure un servitore instrutto con un memoriale per una fede di battesimo, che precisamente deve esser firmata dal Vicario Generale, e questo pure trovò 122 la medema difficoltà all'entrare, e fu rimesso ad un altro prete, che havea l'incombenza di firmare tali decreti; da che si riconobbe che, acciò non impedisse il dispaccio la retiratezza del Vicario