Le memorie Gorani - Pagina 166

havevano in arcivescovato disposto la facenda toccante ad esso Vicario in altri sogetti

Vanno li Fiscali a tentar di fare l'intimatione al Vicario Generale

Contutto ciò alli 8 li Fiscali si portorono a drittura alla mattina verso il quarto del Vicario Generale per far la loro funtione senza mandar avanti ambasciata, ed entrati nella stanza prima (canc.:trovorono) viddero alcuni preti che dissero trovarsi il Vicario di sopra col sig. Cardinale. Si fermarono per attendere che bassasse e di lì a poco il sottoceremoniere Moneta si presentò alli Fiscali dicendo: Signori, il sig. Cardinale ha mandato fuori di casa il sig. Vicario per alcuni suoi negotij, con che non ritornerà che molto tardi. Risposero i Fiscali, che dovendogli parlare per negotio di giurisditione, lo attenderiano; ma quando furono date le hore 20, risolsero ritirarsi, lasciando detto a que' preti di casa del Vicario, ch'havrebbero doppo il pranso mandato a pigliar l'hora

Si portano dal sig. G.Cancelliere e Presidente del Senato il prevosto di S. Sepolcro et un padre Scalzo

Appena fu passata l'hora di pranso che comparve a casa del sig. Presidente del Senato co. Arese il prevosto Greggio di S.Sepolcro con un padre Carmelitano Scalzo predicator del Duomo quasi piangenti, b anche a nome del Cardinale l'andata de' Fiscali, ed offerendo che il Vicario si sarebbe portato subito a' piedi di S.E. Il sig. Presidente se ne disimbarazzò alla meglio, come pur fece il sig. G.Cancelliere dal quale si portorono immediatamente, nè ricavarono conclusione alcuna

Si risolve da S.E. d'eccittare il Senato a dire se col pentimento del Vicario si può dire sanato il mancamento.

La stessa sera delli 8 il sig. G.Cancelliere diede parte del successo de' Fiscali a S.E. e quasi subito sortì fuori della stanza di S. E. a dettarmi un biglietto che dovevo scrivere al sig. Presidente del Senato, nel quale le dicevo per parte dell'Ecc.Sua che per quella