Le memorie Gorani - Pagina 169

Andò il sig. Presidente donque la sera delli 14 giorno di mercordì verso l'Ave Maria dal sig. Cardinale con cui stette sino alle tre hore di notte, e poi si portò immediatamente a Palazzo a dar conto a S.E. di quanto gl'era passato, e della conclusione di tutto il discorso del Cardinale medemo.

Discorso del Cardinale che servì di risposta

Qual fu che, in quanto al ponto del mancamento del Vicario Generale, non solo haveva preteso S.Em. di scusarlo, ch'anzi ha sempre protestato ch'egli havea fatto male in non esser comparso da S.E., e procurato in varie forme che ne purgasse la mora, e con haver mandato il Moneta da mio padre, e poscia dal sig. secretario Orozco; esser stata questa tutta disattentione del Vicario stesso, nè haver in essa havuto il Cardinale parte alcuna o con consiglio o con comando.

Quanto poi all'altro ponto della visita che S.Em. non s'era consigliato con alcuno. Tutto havea risoluto da sè, dicendo che da principio veramente non havea fatta consideratione alla regia rappresentatione che veste S.E., ma che adesso fatto riflesso a tutto si era b maggiormente confirmato nella sua prima risolutione di non voler mandare da S.E. a far compimento alcuno per esser lui creditore di due altri di sopra accennati.

Con questa precisa nudità di sentimenti fece il sig. Presidente la sua relatione a S.E. la quale restò ammirata di sì aperta forma di parlare tenuta dal Cardinale, nè per quella sera altro seguì con l'Ecc. Sua.

Termini ne' quali fu detto al sig. Presidente di dover parlare al Cardinale.

Quello si rappresentasse il sig. Presidente al Cardinale non si sa. Certa cosa è ch'egli non hebbe ordine di alargarsi in più, che nel ammonire il Cardinale a non mettersi in voler ocultare il Vicario Generale, mentre facevano in arcivescovato sparger voce, che s'n'era uscito di Milano, ponendogli avanti gl'occhi gl'inconvenienti che