Le memorie Gorani - Pagina 18

soldati a quartiere e con altre forme d'essersi conservata lèi nel possesso di quelle portioni. Andò donque il dottor Cassoli ma clandestinamente e di notte tempo tanto che entrò in Novello e fece alcuni pochi e timorosi atti di possesso con quei terrazzani, e temendo che il presidio delle piazze circonvicine non fosse tosto per dargli b adosso, frettolosamente si ritirò; come lo stesso podestà Cassoli lo rappresenta nelle sue lettere. Uno delli atti sodetti fu il far publicare una grida del Magistrato Straodinario intorno alle dette portioni.

Di questo nostro tentativo scrisse il secretario don Diego de Prado che lo è dell'ambasciator di S.M. in Alemagna, che 1'ambasciator di Savoia qual si trova alla Dieta, ne haveva fatto doglianza alla medema, fondandosi in che stante la sodetta investitura del Duca e successivo continuato possesso, si trattasse d'una manifesta usurpatione, o sia turbatione di pacifico possesso, e rimise qua lo stesso secretario copia della supplica, che chiamano voto, e della grida del Magistrato Straordinario, dicendo d'haver ordinato se le facesse una risposta sul generale tanto che havesse tempo e lumi di rappresentare meglio le ragioni di S.M. Con questa occasione mandò pure un decreto imperiale eccitatorio verso de' ministri della Maestà Sua, perchè deducessero le sue ragioni intorno a certa parte del feudo di Rocca d'Arazzo.

S.E. ricevuti questi dispacchi li fece inviar tutti al Senato per haver i suoi sensi avanti di rispondere, dicendoli che lo sig. duca di Savoia havrebbe opportunamente fatti passare li uffici competenti.

14 Hora sendosi offerta l'occasione dell'andata a quella Corte del mse. Litta stimò S.E., che fosse bene mostrare col Duca di voler usare delle ragioni di S.M. e giustificare li atti già fatti, mentre per farle constare si era offerto più volte al Residente in Milano di venir ad un tavolino e mostrare, che quella investitura del sig. Duca non poteva operare alcun effetto a suo favore.

Dimora di S.E. in Alessandria.