Le memorie Gorani - Pagina 173

disse che non le pareva cosa da intavolarsi, nè mio padre altro repplicò.

Il Cardinale si porta a Palazzo e visita le signore.

Al doppo pranso del detto giorno delli 24 mezz'hora prima di sera venne a Palazzo il Cardinale in siglia con diverse carezze di corteggio. Entrò nel quarto delle signore già smontato e le trovò tre passi fuori della porta della stanza (canc.:del), che chiamano del estrado, in capo alla galeria che lo stavano attendendo. Avicinato che fu le riverì, e subito si passò alla cerimonia dell'entrare nella stanza. Entrate le signore per le prime cominciando la signora donna Menzia, si posero a sedere al loro solito sito sotto al baldachino restando la sedia del Cardinale voltata con le spalle alla porta. Si trattenno per più di mezz'hora discorrendo di cose indiferenti sino che entrorono li paggi con le candele. Col 127 lume mostrò il Cardinale di scoprire il ritratto del sig. don Luigi che sta di fianco sopra picciolo buffetto sotto al baldachino, e dimandando s'era desso cavò subito la beretta come facendo atto di salutarlo. Da qui s'aprì strada a dimandare della sua salute e discorrere de' suoi acciacchi, per li quali ricettò alcuni ogli usati dal Papa, ed altri rimedij. Entrarono poi la msa. Fiorenza con un altra dama nella stanza medema della visita, e nello stesso tempo si levò il Cardinale quale accompagnorono le signore per tutta la galeria andando sempre avanti sino al sboccare nella stanza delle duegne due passi dentro. Qui fecero alto come in sito dove terminava la loro cortesia, poi il Cardinale tornò a riacompagnarle sino all'uscio della stanza della visita, nè si partì che non le vidde entrate in essa, tenendo la moda romana, che così insegna a' cardinali più cortiggiani di portarsi con le dame. Uscito il Cardinale dal quarto si pose in siglia nel vestibolo della scala, ed accompagnato da sei paggi di S.E. con le torchie sino alla porta se ne ritornò all'arcivescovato.

Il Vicario Generale Buonanome va per compire con S.E.