Le memorie Gorani - Pagina 179

si transferì ad Alessandria servito da felucca del Gran duca e fece correr voce ch'era venuto per veder sua padre e la casa. Si trattenne in detta città alcuni giorni e poi si portò a Milano incognito, ed in tal maniera fu a riverire S.E. per la scala segreta. Si seppe doppo qualche giorno che si trattenne in Milano che portava commissione del Papa di trattar l'aggiustamento fra S.E. ed il sig. card. Litta arcivescovo, ed espose la sua commissione, della quale n'hebbe poi riscontro l'Ecc. Sua con lettere dell'ambasciator di Roma mse. d'Astorga, con che rimase sincerata del dubbio ch'haveva di che il nuntio non parlasse immediatamente d'ordine di S.S.

Tocca con S.E. qualche cosa il nuntio dell'affare col card. Litta

Alla prima espositione, che fece il nuntio parlando sul ponto della visita che si prettendeva dal Cardinale in espiatione del poco rispetto mostrato, alla regia rappresentatione del Governatore rispose S.E. con parole generali; e passando poi il medemo nuntio a trattare del Vicario Generale a cui già era stato intimato lo sfratto, disse S.E. che in questo non haveva che fare il Papa.

Diverse altre visite del nuntio sodetto a S.E.

Sono poi seguite altre visite del nuntio con S.E. entrandosi sempre più nella negotiatione e proggettandosi temperamenti, ma non furono ben ricevuti nè admessi. E quando il nuntio venne in stringere S.E. 131 a dirgli con chi doveva trattare, S.E. rispose che il co. Antonio Trotto suo fratello poteva intendersi con don Pietro Orozco.

Discorso del nuntio con S.E. alla presenza del sig. G.Cancelliere

Il giorno (manca!) il nuntio si portò da S.E. e fu fatto entrare nello stesso tempo il sig. G.Cancelliere che sentì quanto s'apprisse Monsignore nella matteria, nè io rifferisco qui il discorso perchè il medemo sig. G.Cancelliere ne ha fatta una relatione minutissima che sempre si potrà vedere.

Partito che si fa proporre da mio padre al sig. co. Trotto.

Il dì (manca!) genaro il sig. G.Cancelliere ordinò al sig. mio padre