Le memorie Gorani - Pagina 185

b migliori della città per applicargli tutti li revulsivi di vessicanti e stette sino alle sette hore della notte seguente a dare il minimo segno di miglioramento. Solo si potè dal padre Elizaldi gesuita dargli due volte 1'assolutione allo stringere che fece della mano, ed aprir gl'occhi in segno che quello stringimento fosse d'eletione e non atto del senso commune. Finalmente si rihebbe alquanto alle sette hore sodette e cominciò a proferir parola con incredibile consolatione di tutti, che fortemente sentivano il timore d'una morte così miserabile in un Governatore di parti eminentissime com'è stato sin hora S.E. tanto verso il servitio di S.M., come il bene del publico.

Rimedij violenti proposti

Trovandosi S.E. in angustia sì grande, e dubitandosi fosse disperato il caso propose il sig. co. presidente Arese a' medici l'antimonio, od il salasso del piede, ma il sig. Rocco Casati, medico di maggior credito non approvò il primo, nè il secondo si pose in essecutione, perchè quanto al primo disse esser contrarij nelli accidenti d'appoplesia tutti i vomitorij, per l'offesa che subito portano alla testa.

Divotioni per la salute di S.E.

S'espose in varij luoghi il Santissimo anche in Duomo, et il sig. card. Litta concesse la licenza di potersi transferire l'altare dal solito luogo della Capella nella stanza di S.E. e gli mandò dal Moneta sotto maestro di ceremonie non solo la licenza sodetta ma la beneditione sua nuova in articulo mortis

Non s'admette la visita del sig. card. Litta

E fece intendere dal sig. co. Antonio Trotto sotto mano alli signori 135 G.Cancelliere e Presidente del Senato, che sarebbe stato pronto a portarsi da S.E., E questi signori lo hebbero per bene, ma quando se ne parlò il sen. Carillio et il secretario Altamira dissero che S.E. non era più in stato perchè si dovesse admettere il Cardinale non conoscendo affatto ne meno li suoi di casa; con che non si passò più