Le memorie Gorani - Pagina 186

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Si canta in S.Celso una Messa di ringratiamento per la miglioria di S.E.

La mattina di detto giorno de' 24 si cantò in S.Celso una Messa a cui intervenne il Consiglio Secreto, pro gratiarum actione

Ufficio col Residente di Savoia sopra un soldato valesano che passò da Domodossola senza boletta della sanità

Detto giorno 24 andai dal sig. Residente di Savoia a passar l'ufficio sopra quel soldato valesano, che passò da Duomo d'Ossola senza boletta di sanità nè della persona andando da Torino al suo paese, e fu rilasciato dal podestà per ordine di S.E.; e per sua informatione trattenne seco il medemo sig. Residente la lettera originale del podestà con inserta copia del passaporto del suo capitano che portava per valersene in scrivere, con dire che subito me l'havrebbe resa.

Stato dell'infirmità di S.E.

Quasi subito che il sig. don Luigi governatore si rihebbe dal primo accidente se gli scoperse la febre, la quale sempre andò accrescendosi senza mai abbandonarlo. Dicevano li medici che in questo caso la era buona, perchè havrebbe aggiuttato a far risolvere l'occupatione de' sensi di S.E. tuttavia ottusi, che se bene pareva che articolasse qualche parola, non erano in sostanza però che segni e moti ch'equivocamente b potevano indicare ch'egli intendesse. Intanto se gli fece cinda e nera la lingua: da che si comprese che la febre havea oltre dell'acuto, del maligno ancora. La sera del martedì alle due hore di notte, trovandosi piena l'anticamera de' capi dell'essercito, e de' principali ministri repplicarono a S.E. sei altri accidenti uno sotto l'altro di modo che tornò nell'agonia di prima. E quando alle cinque della notte lo abbandonassimo, ognuno credette, che fosse per spirare quella stessa notte. Il sig. G.Cancelliere vedendo, che poteva tirar avanti ancora qualche poco di più, uscì dalla stanza di S.E. e disse alli signori del Consiglio Segreto, che si trovavano in un'anticamera più interiore, che havendo mandato a significare