Le memorie Gorani - Pagina 189

alla Madonna di S.Celso a dar le gratie a Nostra Signora.

Il sig. card. Arcivescovo va a visitare il nuovo sig. Governatore.

Al doppo pranso il sig. card. arcivescovo Litta fece intendere dal suo ceremoniere Moneta al sig. mse. Governatore,che desiderava visitarlo; e datasi l'hora per le 22, venne Sua Em. in siglia col corteggio di molti preti e qualche cavalliere a casa di S.E., la quale si portò a riceverlo sino alla bussola della prima sala, che serve 137 per li alabardieri. Entrato il sig. Cardinale con la siglia nella detta sala, si mosse dalla bussola il Marchese ad incontrarlo e riceverlo; e la visita durò un hora. L'accompagnamento fu sino allo stesso luogo dove S.Em. era smontata e non (canc.: partì) si mosse il Marchese sino che non si fu riposto in siglia e che la vidde partire.

Mala intelligenza della signora donna Menzia sopra il ponto del ritirar la guardia delli alabardieri per colpa del Maestro delle Ceremonie

Naque questo giorno un picolo accidente, che turbò alquanto l'animo delle signore della casa del sig. don Luigi. E fu che, dovendo andar il Cardinale alla visita di S.E. si considerò da S.E. medema che conveniva si trovassero in sua casa alcuni alabardieri della guardia. Mandò donque a dire a don Rodrigo Baldese capitano della detta guardia, che fu in tempo del sig. don Luigi, che si contentasse inviargliene una squadra di dieci o 12. Cicogna, maestro delle ceremonie, non sapendo che già S.E. havesse mandato a ricercare li detti alabardieri, mandò ancor lui e senza haver l'attentione che si doveva, fece dire ch'andassero tutti. Rifertasi quest'ambasciata al sig. don Pietro Orozco, se ne turbò pensando che fosse un tiro havesse voluto fargli il Governatore nuovo, come che sapevano che in tempo del governo del sig. don Luigi non haveva da esso ricevute molte gratie; ma poi si seppe il vero del tutto, ch'era stata tutta mossa del ceremoniere, e con questo si calmò il negotio.

S.E. rende al sig. card. Arcivescovo la visita