Le memorie Gorani - Pagina 192

familia del sig. don Luigi con molto concorso di nobiltà e ministri mutandosi ogni mattina la cera ch'era di spesa di lire mille per ciascuna.

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Si celebrano le essequie solenni

In capo alli otto giorni per compire e conchiudere col novenario, si celebrarono le essequie con tutta ostentatione perchè si eresse in mezzo alla chiesa un cattafalco di bella e magnifica struttura che portava con la piramide di mezzo sino al vòlto. Fra in ott'angolo e con copia grande di torchie e candele illuminato. Havea due scalinate, l'una rivolta alla porta e l'altra all'altar maggiore. Sul feretro 139 v'era un gran tappeto di broccato a guisa di manto con sopra la croce d'Alcantara et in cima l'armatura con la celata di lucidissimo acciaio, bastone da generale e spada. Pendeva al di sopra noi un ricco baldachino di broccato, qual si prese in prestito da S.Fedele. Il contorno della chiesa era tutto ornato d'imprese et epigrami e lumi, particolarmente il corniccione che n'era tutto pieno.

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Ceremonia della funtione delle essequie.

Il giorno di onesta solennità fu il 20 d'aprile. V'intervenne il sig. mse. Spinola governatore sotto baldachino nel presbiterio in faccia al prevosto che fece la fontione usando la mitra. S.E. venne alla chiesa alle hore 15 col Consiglio Segreto che s'accomodò in due banche al lato destro tra la balaustrata e la cortina. Fuori del presbiterio in banche di qua e di là s'accomodò la familia del defunto e diversi ministri, quasi tutti questori dell'uno e l'altro Magistrato. La fontione fu la solita e la musica a 4 cori. Finito l'ufficio e la Messa con la beneditione del feretro, disse l'oratione il padre Pietra Santa vestito con cotta e stola. Fu eruditissimo ed eloquentissimo; e fra i belli sentimenti co' quali passeggiò sopra le virtù e gesta del sig. don Luigi (canc:fu questo) portò questo: che alla tomba di sì grande eroe si poteva mettere quel moto che si b pose al Colosso di Rodi doppo che fu atterrato, Aduc iacens miraculo est.