Le memorie Gorani - Pagina 196

che si trovava havere in sue mani così di lettere del Re de offitio come di parte e di consulta fatte dal sig. don Luigi alla Maestà sua, ch'erano a ponto le due sorti di papeli ch'egli havea nonostante che non fosse matteria propria del suo Ministero ed egli le havesse in suo potere perchè il sig. don Luigi non teneva regola in valersi de' secretarij adoperandoli secondo più le tornava a grado. Sul finire del mese passato venne a Milano il co. Arrivabene mandato dalla signora Arciduchessa Duchessa di Mantova a congratularsi col sig. mse. de los Balbases novello governatore della sua assonzione al governo. Alloggiò in casa del Residente ed hebbe da S.E. due udienze, la prima di compimento e la seconda di congiedo. Visitò, ambi le volte che si portò a Palazzo, la signora marchesa Governatrice ancorchè come disse il Residente, non l'havesse in istruzione. Da Palazzo non le fu mandato carozza nè fatto altra publica dimostrazione, e fu il primo inviato de' Principi soliti a mandar a compire in queste occasioni.

***

142 D'indi a pochi giorni arivò pure in Milano il mse. Oratio Lampugnani figlio del mse. Camillo, hora priggione nella Rochetta di Parma, mandato dal duca di Parma a compire con S.E. Alloggiò nel convento della Passione. Hebbe da S.E. due udienze, la prima del complimento, la seconda di congedo, e poi si trattenne in Milano qualche altro giorno per suoi dimestici affari. Con questo inviato pure, non seguì d'avantaggio di quello si fece con l'inviato di Mantova. Il ricevere e l'accompagnare di S.E. fu quasi lo stesso che si stila co' Residenti.

***

Alli 11 si portò a Palazzo dove ha la sua habitatione il sig. mse. de los Balbases hora governatore per interim, il sig. Giovanni Battista Fiesco cavalier genovese (che attende quivi in Milano alle occorrenze della Republica di Genova e serve come d'interlocutore atteso non esservi Residente) accompagnato da diversi cavalieri genovesi e milanesi ancora per compire con S.E. in nome della stessa Republica. Fu ricevuto nella forma delli altri due inviati di Mantova