Le memorie Gorani - Pagina 197

e Parma. Presentò lettere credentiali ne si sa poi come S.E. rispondesse e come trattasse nel titolo la Repubblica la quale, havendo da b certo tempo in qua pretese del Serenissimo, e non havendo mai S.M. comandato di dovercelo dare, per questo ella non ha in altre simili occorrenze mandato inviati a compire con li signori governatori ancorchè lo habbia fatto in altre di negotio. Ben si crede che, sendo S.E. di famiglia genovese, sicome per tal riguardo havrà messo la Republica in consideratione di passar seco questo compimento che non ha passato con altri così l'Ecc. Sua per esser genovese, per interim havrà stimato di non far esempio col compiacerle sul ponto de' titoli, tanto più che ho riparato non haver levato nè mutato il tenore de' trattamenti che soleva usar prima che fosse assonto a questo grado, perchè al sig. G.Cancelliere ho sentito che, seco parlando, le dava del Vostra Signoria Ill.ma, il che è contro il costume ordinario.

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Alli 13 con le lettere di Roma s'intese la confirmatione della pace conclusa tra le due Corone, havendola pubblicata il Papa su l'aviso che il re cristianissimo ha dato a Sua Santità, oltre l'haverla pur sparsa il suo ambasciatore.

Alli 10 il sig. don Pietro Orozco già secretario di guerra del sig. don Luigi Ponze si risolvette scrivere una lettera al sig. G.Cancelliere acompagnandola con diversi papeli consistenti in cedole di S.M. la più parte, fra le quali non v'era pur una delle consulte o riporto fatte dal sig. don Luigi alla Maestà sua. E nella sodetta lettera in certo modo si dispediva don Pietro dicendo che, mentre doveva partire 143 per Spagna, lo ricercava de suo comando.

Stimò con questa lettera don Pietro di far una consegna spontanea de' papeli che voleva dare mostrando d'ignorare che vi fosse ordine di S.M. per obligare i segretarij di guerra a lasciar i papeli, ancorche il sig. G.Cancelliere per mezzo del sen. Carillo gli facesse confidare la reale cedola di S.M. su onesto proposito, che poi don Pietro fece perdere.