Le memorie Gorani - Pagina 206

Onde convenne partisse senza poter ricavar minima espressione di buona volontà con cui havesse campo S.E. di consolar don Rodrigo: e con onesto restò disciolta la prattica e disperato il negozio.

Consolò poi. S.E. altri creati di casa del Sig. don Luigi facendo loro pagare di contante diversi avvanzi che ciaschuno haveva o di libranze b vechie o d'altro, tra quali io posso nominare don Antonio d'Escovar officiale della secretaria di Stato, don Antonio Spinosa maggiordomo, don Lucca de Quiros anch'esso offiziale della Secretarìa di Stato e don Francesco Altamira secretario di Stato. Con che comprovò il sig. mse. Governatore la grandezza dell'animo suo e tutta la maggior attenzione verso le sodette signore in far sodisfar tutto come più potè ancorchè egli in sei anni del governo del sig. don Luigi non havesse potuto conseguire che un'annata del suo soldo di General della cavalleria dello Stato.

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Alli 8 detto, giorno di domenica, su le 13 hore partirono da Milano le sodette signore donna Menzia moglie del fu sig. don Luigi già governatore di Milano, e co.sa di Villaverde sua madre con la picciola la figlia di sette anni donna Maria unica herede, tutte in diverse lettiche, servite dalle due compagnie della guardia sino di qua dalla Conca di Pavia dove furno licenziate non havendo voluto che passassero più avanti. Al montar in lettica si trovorno nel loro palazzo tutti li ministri e capi di guerra ed il sig. mse. Governatore medemo colla signora msa. sua moglie la quale, in partendo le signore, restò nel quarto di sopra sin tanto che fumo uscite dalla porta e poi bassò ancor essa e se ne ritornò a sua casa.

150 Così fecero molt'altre dame che si trovorno presenti alla partenza restando tutte di sopra servendo la signora Governatrice. Il sig. mse. Governatore, mentre calorno le scale le signore, andò sempre seguendole sin che si posero in lettica e furno incardinate; poi montò in carrozza ancor esso e con diversi cavalieri si portò sin a Binasco dove si licenziò al doppo pranso dalle signore doppo haverle riservite alla littica e se ne ritornò a Milano.