Le memorie Gorani - Pagina 225

Milano, e perchè nell'ultima (canc.:volta) entrata che fu quella del sig. don Luigi Ponze andò il Consiglio Segreto, e per gl'ordini di S.M. restano incaricati li signori Governatori d'andar alternando con proportionata vicenda l'invitare hor il Consiglio, hor il Senato, hora pareva che toccasse al Senato, lo mottivò perciò in questi sensi. S.E. quando fu a risolvere in Alessandria sopra questa consulta, determinò in primo luogo di rispondere non per via di Cancelleria Segreta ma bensì dalla Camera per quella segretaria scrivendo una lettera al sig. presidente Aresi che dovesse poi communicarla al Tribunale; e la mandò a sigillo volante al sig. G.Cancelliere Zapata perchè, vista, la serrasse e la presentasse in mano propria al sig. Presidente accompagnandola con espressione del medemo tuono. Conteneva questa lettera sensi cortesissimi di stima e gradimento verso del Senato, ma in fine concludeva che, per non scomodarlo e per esser fontione questa più propria de' cavallieri spada e cappa che della toga, era venuta in che per questa volta (canc.:facesse) s'astenesse il Senato.

166 Settembre 668

Il primo giorno di questo mese in sabbato partirono da Milano ciascuno nelle proprie carozze li signori G.Cancelliere e Presidente del Senato et andorono a Pavia ad incontrar il sig. mse. Governatore che vi doveva arivare il giorno seguente, la domenica a mezzo giorno, havendo passata la notte del sabbato in Voghera.

Il sig. G.Cancelliere non condusse seco alcun segretario di Cancelleria Segreta in risguardo che presso la persona di S.E. vi si trovava il segretario Remigio Rossi mandato ad Alessandria dal medemo sig. G.Cancelliere.

Il sig. co. presidente Arese condusse seco alcuni cavallieri parenti. Prima di partir da Milano scrisse il sig. G.Cancelliere un biglietto a ciascun cavaliere apontato dal co. Paolo Borromeo fra quelli che si potevano invitare a trovarsi a cavallo nella cavalcata per renderla più numerosa, e qui si spese il nome di S.E.