Le memorie Gorani - Pagina 235

una festa di ballo nella quale stettero presenti sino a tre hore di notte e poi, soddisfattissimi se ne ritorno (sic) a Pallazzo continuando la festa sino alle quattr'hore.

Si notta come questo giorno si viddero inarborate sopra li torrioni li stendardi reali soliti mettersi quando si fanno le salve reale. In questi giorni (canc: fu) si recitò la comedia intitolata la Dori in Palazzo (canc.:ed che) e successe ch'havendo un'alabardiere impedito al co. Gasparo Biglia che non entrasser alcune dame da lui servite con il brazzo esso conte urtò e diede un pugno sul volto al medesimo alabardiere sforzando 1 'entrata; il che cagionò bisbiglio, ed arrivata la notizia a S.E., prese delle risoluzione che 173 consigliava il caso la più soave condanando il conte a consignarsi priggione nel Castello dì Pavia. Fu però il fine di questa consegna (canc.:per) e più ceremonia che altro perchè ne sortì quasi subito per le instanze auttorevolì del sig. card. Visconti.

Ottobre 668.

Sul principio di questo mese venne 9 Milano per compir con S.E. il co. Baracha per parte di Modona con carrattere d'ambasciatore e duoi camerata che furono il co. Vezzani et il co. Cinicelli. Alloggiò in San Pietro Gessate. Compì con ambe l'Eccellenze Loro e non hebbe, non ostante detto carrattere che il solito trattamento delli inviati. Visitò e fu visitato dal G.Cancelliere e Presidente del Senato.

Adì 6 detto, al doppo pranso partì da Milano per andar a visitare le tre piazze di Mortara, Novara et Arona il sig. mse. di Mortara governatore accompagnato solamente dal mse. Vercellino Visconte come sopra intendente, generale delle fortificazioni dello Stato e dall'Ingegnere Maggiore Tenente Generale Beretta. La prima sera fece alto in Abbiategrasso in casa del capitano don Tulio Legnano. Il giorno b seguente si portò a Mortara. Poi a Novara; d'indi ad Arona. Visitò le Isole Borromee ed havendo colà ricevuti infiniti regali dal co. Vitaliano Borromeo e dal co. Antonio, se ne venne a Castano luogo del mse. Corio e vi stette una notte, e la mattina seguente a pranso