Le memorie Gorani - Pagina 237

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NB. Mancano le pagine da 175 a 189 del testo originale

(Febraro 669.)

a non mandar i soliti ambasciatori perchè non intendeva, in staggione così rigorosa, d'incomodarlo, che tan poco non era suo pensiere che mia signora la marchesa di Mortara si movesse di Palazzo, e che facesse esso sig. G.Cancelliere provedere d'un par di carozze a sei che s'avanzassero sino a Novi per colà trovar le fresche da proseguire il suo viaggio.

Infatti lo Stato non mandò ambasciatori nè si portorono li inviati de' Tribunali a Pavia conforme si stila.

Molti Capitani et divoti particolari della Casa del Marchese andorono a riverirlo sino a Genova, altri a Pavia ma ciascuno da per sè per propria attentione.

In Pavia s'erano giontate quasi tutte le compagnie di cavalieria alloggiate nel contorno per ricevere S.E., ma mandò avanti l'Ecc. Sua ad avisarle che si ritirassero perchè voleva entrare senza publicità. Il sig. G.Cancelliere si portò col Marchesino di Mortara don Inigo de Velandia, don Agostino de Coca e me che fui pure servendolo, sino in vicinanza di Cassino ed ivi, in una casa da massaro del mse. Carpano, fece alto aspettando S.E. che passasse per darle la ben venuta. Il sig. Presidente del Senato nè li due delli magistrati Ordinario e Straordinario si mossero da Milano.

b In Pavia S.E. v'arivò la sera delli 16. Fece alto il giorno seguente per esser domenica, che la marchesa voleva fare alcune divozioni, e poi alli 18 s'incaminò verso Milano e vi gionse a bocca di notte servito dalle carozze del sig. G.Cancelliere e qualch'altra. Quelli ch'erano andati a Pavia per riverirlo marchiorono avanti.

Il marchese venne in una stuffa con la marchesa e figlioli. Parò a vista del sig. G.Cancelliere e Marchesino di Mortara che si misero alla strada aspettando passasse e, doppo ricevuto il parabien, seguitò il suo viaggio.

Quando la stuffa del marchese salì il ponte del Naviglio al Molino delle Armi, se gli ruppe una punta e bisognò smontasse mettendosi in