Le memorie Gorani - Pagina 263

1 1669 Febraro

Il giorno seguente a quello dell'arivo a Milano del sig. mse. de los Balbases nuovo governatore per interim, andò il sig. card. Litta arcivescovo a visitarlo. Ciò seguì alli 19 ed alli 21. L'Ecc. Sua fu a renderle la visita ed il marchesino di Mortara si trovò nell'anticamera del Cardinale doppo haverlo riverito, aspettando che sortisse S.E. Ossequio che da qualch'uno fu tacciato, e più rispetto al Cardinale che al medemo marchesino, sendo parsa vanità troppo grande di S.Em. l'haver procurato per mezzo del co. Antonio Trotto che venisse di quell'hora, perchè si vedesse un figlio di Governatore di Milano a farle anticamera.

***

Alli 20, il secondo giorno doppo l'arivo di S.E., si portarono tutti i Tribunali, la Provisione e la Congregazione dello Stato a casa dell'Ecc. Sua a dargli con la solita ceremonia che si stila al Natale nel dar le buone feste, la ben venuta. S.E. li ricevette nella pezza grande passata la galeria; vi furono tutti tre li Presidenti e, per lo Stato, parlò il Vicario di Provisione co. Marco Arese e certo con molta eleganza

S.E. tardò molti giorni a dichiarare le compagnie della guardia che, per lo motivo haveva fatto il sig. G.Cancelliere con sue lettere prima che si movesse da Genova l'Ecc. Sua, si credeva dovessero lasciarsi continuare nel marchesino di Mortara. Ma la cosa succedè differentemente perchè, sendosi trovata S.E. impegnata al primo avviso della sua promozione all'interim, non poteva meno di non conferire quella delle lancie a don Sinibaldo Fiesco suo parente, et la de' carabbini al mse. Federico Lunati. Mormorossi assaissimo sotto a questa provisione come che il marchese havesse mostrata poca attenzione al compatimento che meritava la msa. di Mortara; et questa medema esalò il suo sentimento un giorno col capitano don Tulio Legnano di casa del marchese dolendosi che, quando S.E. havesse già risoluto di privarla delle compagnie, non doveva haver