Le memorie Gorani - Pagina 265

Genovesi che sono del Magistrato di S.Giorgio, e delli altri se ne prese se non la' quantità che era bastante per finir di cautare li detti dannificati.

Aprile

Alli 31 di marzo si diede mostra generale ed a quelli di Pavia v'assistette S.E. e ricevè lo Stato qualche poco d'alleggerimento. Io mi mi trovai e viddi che la Cavalleria era bellissima, ma l'Infanteria, massime l'alemana, molto mal in essere. Alli 2 di questo mese d'Aprile S.E. ritornò a Milano.

Alli (manca) andando a casa sua in carozza il dottore don Antonio Salamanca giudice delle monete, fu, quasi per contro la porta delle monache della Guastalla, assaltato da sei persone armate d'archibuggi e le fu tirata un'archibuggiata mentre voleva sortire dalla carozza di sotto alla portiera, dalla quale restò legiermente tocco in una spalla; poi, sendo corso verso casa del conte Filiodone, cascato in terra, glie ne fu tirata un altra che andò a vuoto; e se non lo ricoverava in detta casa un servitore del detto conte che b ivi a caso si trovò, pericolava di lasciarvi la vita. Si fece processo dal capitano di giustizia mse. Bosso ed il sospetto cascò nel principe Trivulzio che lo riavesse trattato per ridentimento d'haver detto giudice portato poco rispetto ad un bottegaro che haveva dipendenza dalla casa del Principe. Nel esame suo, pure don Antonio medemo si dichiarò che il colpo veniva dal principe, onde dimandò salvaguardia, che poi il Senato gliela concesse di 10 mila scuti, e gli fece intimare i precetti a sua casa nonostante che, come cavalier del Tosone, pretendesse d'essere immune dalla giustizia ordinaria. E' vero che nell'atto del ricevere il precetto, quel famigliare di casa fece la sua protesta, ma non le giovò; et havendo S.E. il sig. mse. Spinola dato parte a S.M. del caso, dichiarò la Maestà Sua con real cedola per Consiglio d'Italia che il Senato dovesse procedere e parimente lo facesse in altri simili casi gravi sino alla detentione, non intendendosi che