Le memorie Gorani - Pagina 28

S.E. licentia dal Finale li ambasciatori delle Città

Vedendo S.E. il sig. don Luigi che la venuta della signora Imperatrice Margarita, per caggione dell'indisposizione sua di terzana voleva portar al longo si risolvette di dar licenza alli ambasciatori delle Città, che volessero ritirarsi alle case loro. E così il giorno 14 luglio la Città di Milano, Pavia e Vigevano partirono; le altre seguitorono in appresso con li sindici delle Provincie. Tortona non era mai comparsa, nè li dottori del Collegio di Milano, quali hanno fatto sempre alto in Savona.

Forma con che vennero quelli di Milano.

Li ambasciatori della città di Milano, che sono 8 col Vicario, non hanno condotto camerata. Ogn'uno è venuto col seguito di servitù, che gli è parso, perchè non sono comparsi nè tutti ad un tempo, nè hanno fatto il viaggio di compagnia. A proportione hanno fatto men strepito nel luccimento delle altre città, perchè queste massime Pavia e Cremona andavano sempre unitamente, e ciascuno delli ambasciatori haveva un cavalliere per camerata et staffieri, paggi, huomini di rispetto e cappellano tutti ben all'ordine ancorche fossero li habiti di lutto.

b Convita S.E. a pranso in diverse mattine due delli ambasciatori di ciascuna Città.

S.E. honorò tutte le Città col tenere una mattina un paro d'ambasciatori alla sua tavola, cominciando da Milano. V'andò il Vicario di Provisione con uno delli ambasciatori milanesi che fu il mse. Cesare Visconti. Per Pavia un'altra mattina un solo (canc.:due altri. Per Cremona due altri) con uno di Cremona. Il giorno appresso un altro di Pavia et un altro di Cremona. Li giorni poi seguenti, due ambasciatori di due Città sin tanto che tutte le Città ricevettero l'honore.

Poca intelligenza che passò tra '1 Vicario di Provisione e li ambasciatori suoi collega.

Non vi passò molta conformità tra li ambasciatori di Milano et il Vicario di Provisione che fu il mse. Giovanni Pietro Origone, anzi una quasi manifesta mala sodisfatione, e le caggioni procedettero dal non