Le memorie Gorani - Pagina 302

e si pose in siglia dietro alla quale poi s'incaminò seguito da tutto lo stuolo de' generali, ministri e cavalieri che concorsero in molto numero.

Con gli ecclesiastici non vi fu che dire intorno alla moltiplicità de baldachini, e questo anco s'attribuisce al non essersi trovato a Milano il sig. card. Litta arcivescovo che oggi dì dimora in Roma. Il duca, curioso di vedere almeno lo strepito della funzione, si portò serrato in una siglia al Duomo senza che fusse servito ne meno da un paggio e ritornò a Palazzo prima che ne uscissero i cavalieri.

Il nome imposto alla figlia fu di Giacinta Maria Giuseppa L'apparato di quella parte di nave della Madonna dell'arbore, fu di due ordini di tapezzaria di Fiandra tutta ad un dissegno rappresentante il trionfo della Chiesa. Il primo pendeva dal conicione abasso, e l'altro di sopra di esso si solevava in egual altezza. Dalla parte del corno dell'epistola dentro de' cancelli dell'altare, che si levorono in questa occasione, v'era la trabacca, o sia letto piantato con sotto un strato et alcuni coscini da sedere, il qual servì per quando s'hebbe a scoprire il capo alla bambina e poscia a rasciugarglielo. E l'altro baldachino nel corno dell'evangelo non era ad altro effetto che per accrescere maggior decenza al vaso della acqua battesimale che stava solevato da un ordigno coperto da una richa coltre di broccato che cadeva sino a terra per tutte le parti.

Per le dame furono disposti duoi ordini de scagni di qua e di là dall'Arbore lasciandosi gran spatio in mezzo per l'accesso all'altare. E tanto basti per ciò che tocca alle minute circonstanze di questo solenne battesimo

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b Alli 29 partì S.E. da Milano per andar a visitare le fortificationi di Novara valendosi del bucintoro che fece far il sig. don Luigi Ponze per godere l'amenità d'ambi due questi navigli. Andò la prima sera ad alloggiare nella casa di Robecco del sig. co. Pirro Visconti spesato dal medesimo anco al ritorno che fece il venerdì a pranso