Le memorie Gorani - Pagina 310

per essersi giontata la Congregatione senza l'ordine del presidente del Magistrato conforme al solito, et offerendo di pigliar la scossa con la metà meno di provisione, cioè di tre danari solamente. Subito S.E. l'accettò scrivendo al Magistrato per Carolus che dovesse deliberargliela; ma essendo poi doppo racorso ancora il Fedele usando a Palazzo la convenienza che volevano usare il Pozzo ed il Castelli et abbassando a 2 danari la provisione, si venne in dargliela et lo spacchio andò per Cancellaria Segreta firmato dal segretario Serpente che, per non haverlo saputo minutare in italiano come si doveva, lo voltorono in spagnuolo li ufficiali della Segretarìa di guerra et ne più ne meno col Carolus in forma trilingue lo lasciò sortire firmato da S.E., dal sig. G. Cancelliere e da lui, balordagine inaudita e che forsi è stata la prima del nostro secolo.

Le ragioni con le quali si vestì lo spacchio furono molte ma le principali, oltre l'avantaggio dell'abbassamento, che si veniva a far una scossa sola et a minorar le molestie al paese facendosi passar per una sol mano tanto il corrente quanto li retrodati, che più 25 servitio era del paese stesso il darla a Fedele che con discretione grande sapeva riscuottere dalle terre mal stanti, che il lasciarla a Castelli con qualche cosa meno, ch'era lo stesso rigore e che per indiretto havrebbe saputo estorquere maggiori provisioni, che del Fedele mai era comparsa alcuna querela, e che finalmente, in quanto alla provisione, ella era ridotta ad una tenuità sì grande che si poteva chiamare insensibile. Il padre Mendo favorì la parte contraria a spada tratta arivando con papele pieno di dottrine a minacciar di peccato la conscienza del sig. duca, ma poi, visto che S.E. inclinava al partito di Fedele, si ritirò pigliando il pretesto che la parte stessa da lui prottetta non ne voleva più saper altro.

Il sig. duca d'Ossuna fece recitare una comedia intitolata: l'Ipolita regina delle Amazoni, sopraintendendo ad essa il co. di Montabano suo genero ed il co. Giovanni Rabbia compositore dell'opera.

La seconda volta che si recitò fu l'antivigilia di Natale ed invitò