Le memorie Gorani - Pagina 324

La qual disuguaglianza, ancorchè S.E. la supponesse giustifficata con la raggione d'esser stato più grave il delitto del co. Rainoldi come autore della rissa in congiuntura che, sendo unita quasi tutta la nobiltà, poteva succedere un disordine irreparabile, fu ad ogni modo così mal sentita da questa città, che un giorno il Vicario di Provisione hebbe a parlarne in Patrimonio ove si ponderò che, trattandosi di prima evaginazione per cui le nove constituzioni e li Statuti non danno che pena pecuniaria, non sapevano come si potesse usare tanto rigore, e però diedero li patrimoniarii l'incombenza al detto Vicario Carlo Visconte che ne facesse parola nel tribunale di Provisione per rissolvere s'era bene il riccorrere a S.M. od al Senato a finchè facessero osservare le nove Constituzioni e li Statuti in questa matteria, ed a ciò particolarmente si mossero per essere il co. Raynoldi uno del corpo delli dodeci di essa Provisione.

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32 Alli 22 gionsero a Milano da Madrid il sig. co. di Fonsalida, nuovo generale delli huomini d'armi di questo Stato ed il mse. di Belmar, suo cognato, a quali il sig. duca d'Ossuna governatore non fece niuna dimostrazione nè d'incontrarli nè di mandare le compagnie delle guardie a riceverli come pratticò col sig. co. di Melgar, di che se ne mostrò ben sentito esso co. di Fuensalida e fu cagione ch'egli coltivasse poco il comercio e la confidenza con S.E.

Di questi giorni il Landriani, nipote del Ressidente di Savoia, mi portò a mostrare una lettera del duca suo nella quale discolpava l'haver egli nella grida fatta publicare contro quelli della Morra, usato delle parole: nostro luogo della Morra, dicendo, fra le altre ragioni, che ben si poteva chiamar nostro ciò ch'era comune. Io feci vedere la lettera a S.E., ma egli mi commandò di non darmene per inteso. Ciò non ostante,il duca medemo di Savoia ha supposto ed ha havuto a dire ch'egli, sopra questa doglianza, havea dato risposta.

b Agosto

Verso la metà di questo mese uscì l'indulto di S.E. di che potessero