Le memorie Gorani - Pagina 331

subito conto a S.M. historicamente et in poche righe di ciò che era passato; e da quello si è penetrato, pare che la Maestà Sua habbia risposto a S.E. che il trattamento delle guardie fatte avanzar cotanto, sia stato eccedente di molto.

Venne a Milano un tal principe Taffilette a cui si disse toccava la legitima successione del regno che l'altro famoso Taffillete gli haveva usurpato; e subito, con ordine di S.M. gli fu formata una compagnia de cavalli de rami.

37 Dicembre '71

In questo mese si publicò, d'ordine di S.M. e con precedente consulta del Senato, la grida delle armi che comprese tutte le sorti de privilegiati. E perchè l'intenzione fu che, se bene espressamente non si erano nominati i patentati dell'Inquisizione, questi ad ogni modo havessero della medema maniera ad astennersi da portare le armi per le città, mi mandò S.E. da questo Padre Inquisitore di Milano Mercori,prima che la grida si publicasse, a dargliene notizia con i termini d'ogni maggior rispetto. Al qual officio non si rese già il detto Padre Inquisitore, che anzi, persistendo in che egli, come semplice ministro del santo Tribunale, non haveva arbitrio di levare ciò che restava concesso da i Sommi Pontefici, disse che voleva darne parte alla Sacra Congregazione, come fece; ed havendo poscia dato memoriale a S.E. rappresentando le medeme ragioni, fece l'Ecc. Sua che non se gli desse altro decreto se non che accudisse al Senato. E si deve sapere che il detto padre tentò per mezzo mio di far presentare a S.E. una lettera in cui diceva ciò che poi disse nel memoriale. Ma S.E. non volle nè riceverla nè lasciarla ne men aprire, rispondendo che egli non intendeva di cartegiarsi col Inquisitore, ma che se haveva qualche cosa da pretendere il poteva fare con un memoriale.