Le memorie Gorani - Pagina 40

In tutto e per tutto mostrò chiaramente meco di non restar sodisfatto di questa risposta, nè lasciò anche di malitiare sulla forma del dargliela per iscritto, allegando che non si era stilato così col sig. co. Strozzi quando venne pur Commissario Imperiale in Italia per le differenze tra Mantova e Guastalla.

Quello ch'havrebbe voluto in conte.

I ponti della risposta si ponno vedere nel papele, che presso di me si conserva insieme con li altri di questa matteria. Havrebbe voluto questo cavalliere che S.E. sulle prime gli havesse fatta una bella instruttione per poter poi d'ogni mal successo coprirsi con dire ch'havea fatto a modo del Governatore di Milano. Ma S.E. saggiamente non (canc.:ne) gli niegò di darci tutti i lumi più necessarij e qualsivoglia assistenza, ben sì gli disse che trovandosi qua senza ministri e senza papeli non poteva entrar in dargli nè notizie acertate nè consigli da piè fermo.

30 E perchè S.E. a due soli consiglij era venuto li quali diceva il conte saper S.E. che già erano nella sua instruttione gli parve, che la risposta fosse più ordinata a protrhaere il principio della sua comissione che a dargli 1'incaminamento, che da noi si supponeva, onde su questo mostrò particolar sentimento.

Vien indrizzato al sig. co. Arese

In fine egli fu rimesso al sig. co. Arese, a cui S.E. scrisse. Si licentiò quella sera de' 12, e la mattina de' 13 ben per tempo, servito dal co. Fabio sin di là dal Borgo a cavallo partì di ritorno a Milano, havendo S.E. fatto prevenire dal Governator d'Alessandria una carozza a sei fresca in Alessandria, et dal Podestà di Pavia, altra in quella città medema.

È convitato a pranzo da S.E.

S.E. lo tenne, mentre dimorò qua una mattina a pranso seco, e fu dall'Ecc. Sua dal sig. G. Cancelliere e da altri trattato d'ill.mo. Si videe con il generale Raimondo Montecucoli, che qui si trova aspettando l'arivo della signora Imperatrice.