Le memorie Gorani - Pagina 49

la Città immediatamente doppo li Tribunali. Risposta di S.E.

È da notarsi, che quel medemo doppo pranso, poco avanti che si facesse la fontione de' Tribunali, il mse. Giovanni Pietro Orrigone Vicario di Provisione andò da S.E. a dolersi, che si volesse far compire li Tribunali medemi, senza che immediatamente seguisse la Città di Milano, la quale suppone d'esser in questo possesso.(canc.:il) S.E. gli rispose che non essendo arivati tutti li ambasciatori di Milano, de' quali infatti mancavano tre, non poteva prettender questo. Fu però una tacita riprensione al Vicario, che Milano fosse quel solo, che havesse tardato più di nissuno a trovarsi qua. In sostanza hebbe il Vicario la negativa dicendo S.E. che non si poteva admettere. Il fine del Vicario non dovette altrimente essere di star congionto a' Tribunali, ma bensì di vedere se poteva separarsi dal corpo delle

altre Città, delle quale per una parte vuole esser capo ma dall'altra sdegna di compir seco unitamente, affettando sempre di far figura 37 da sè, come per a ponto da pochi anni in qua hanno cominciato i Vicarij di Provisione a mostrare nelle occasioni di dar a S.E. le buone feste, o di far qualche fontione in cui entrino li oratori delle Città e sindici delle Provincie, poi che in tali occorrenze procura il Vicario d'entrare nella prima stanza passata l'anticamera, ed ivi fare un compimento a parte, avanti che si faccia la fontione intiera con li altri

S.E. presenta li suoi camerata alla signora Imperatrice.

Si è lasciato di notare, che prima che li Tribunali compissero, S.E. il sig. don Luigi presentò li suoi camerata alla signora Imperatrice; però nissun altro che il Maestro di campo Possano bacciò la mano. Osservai che, havendo il sig. Don Luigi presentato il sig. duca d'Alburcherche il mse. di Borgamainé don Carlo d'Este, quegli lo trattò d'illustrissimo.

Arivo al Finale della principessa Doria col principe suo figlio

Arivò alli 25 la principessa Doria col Principe giovane di 14 anni e S.E. doppo esser stata visitata dal Principe medemo, andò al suo