Le memorie Gorani - Pagina 50

alloggiamento a rendergli la visita il giorno seguente et poscia si portò dalla Principessa.

b La mattina delli 26 il sig. don Luigi havea concertato col sig. duca d'Alburquerche che li ambasciatori delle Città compissero con S.M. e così diede ordine a me di farli avisare per le hore 21 che si trovassero tutti in anticamera di S.M.

Città che tra di loro sogliono gettar la sorte.

Le Città che tra di loro sogliono gettar la sorte, cioè Novara, Lodi e Como, già l'havevano gettata in Milano ed erano sortito prima Como, poscia Lodi, e Novara.

Alessandria e Tortona gettarono la sorte alla mia presenza nel mio alloggiamento, e sortì prima Tortona.

Ciò che passò tra Pavia e Cremona, in matteria della sorte.

Restava Pavia e Cremona; e come che la prima pretendeva di gettarla alla presenza del duca d'Alburcherche nell'anticamera di S.M. conforme, asseriva, essersi stilato nell'occasione della Regina Marianna nostra signora in Brescia, e che prima di venire a detta sorte dovesse precedere un ordine di S.M. intavolai così pregato dal co. Belcredi capo delli ambasciatori di Pavia 1'instanza col sig. don Luigi, il quale ne parlò al sig. duca d'Alburcherche, e questi mi disse 38 per parte di S.M. Cesarea che comandava la si dovesse gettare detta sorte. Io ricordai che sarebbe stato più sodisfatione delle Città e mia l'haver dato l'ordine per iscritto. Ma il sig. duca d'Alburcherche mi rispose che nelle cose che concernevano il governo non si metteva nè la signora Imperatrice nè lui in dar ordini per iscritto. Riparò il sig. duca in oltre su quella particola di volersi far la fontione in anticamera, perchè in questa non entrano che li Grandi e li Maggiordomi; per lo che si concertò che la fontione la facesse nella stanza avanti all'anticamera, dove era posto nè più nè meno un baldachino per l'udienza che si dovea dare al doppo pranzo. E così alla presenza del sig. duca stando tutte due le parti presenti, si fece ricercare un figlio piccolo, il quale non essendosi