Le memorie Gorani - Pagina 65

al fondo della scala dell'alloggio di S.M.

Si porta doppo, il mse. Pallavicino, al quartiere di S.E.

Fu doppo il marchese sodetto al quartiere di S.E. a S. Francesco per compir seco, e lo trovò ch'a pena era entrata nel claustro. Si voltò indietro facendo alcuni passi per incontrarlo, e perchè di sopra le stanze erano anguste e la chiesa serrata, lo ricevette con suoi camerata in piedi nel cortile ed al sereno. Al licentiarsi del marchese S.E. lo accompagnò sino alla scalinata della porta dal posto ove si trovava, che saranno dodeci o 15 passi.

Risolutione presa da S.M. in Spigno di far avisato il sig. don Luigi che voleva esser ricevuta dalla signora donna Menzia.

La stessa sera il sig. duca d'Alburcherche mandò a dire a S.E. dal co. Antonio Trotti, che S.M. Cesarea havea risoluto, che la signora donna Menzia all'arivo che farebbe la Maestà Sua in Milano nel Palazzo, non bassasse altrimente le scale, ma l'attendesse con tutte le dame nella prime pezza di sopra.

Il giorno seguente, alli 3, per esser giorno della quartana del duca, partì egli da Spigno ben per tempo desiderando di trovarsi in Acqui luogo della terza posata avanti l'hora del procismo. Mandò pertanto dal sig. don Luigi a dirgli, che gli consegnava la signora Imperatrice.

3.a giornata della signora Imperatrice da Spigno ad Acqui.

Mangiò S.M. in Spigno ad hora competente, e poi marchiò alla volta d'Acqui che sono 12 miglia di viaggio, ma longhe assai.

Incontro delle Compagnie di Savoia

S.E. si pose in lettica col sig. G. Cancelliere facendosi venir a presso li cavalli da sella, e quando la signora Imperatrice arivò in vicinanza di Mombaldone luogo di Savoia che resta sopra d'un colle dalla parte sinistra della strada venendo dal Finale, il di cui territorio non s'estende che per un miglio solo, smontò S.E. di lettica e si pose a cavallo con li suoi camerata per far vedere che la signora Imperatrice era servita come conviene, ed a pena la fu arivata