Le memorie Gorani - Pagina 81

Visconte, il co. Carlo Mezzabarba, Lazaro Corte e Pio Ghisleri.

Stanze posticcie fuori del ponte di Ticino superbamente parato

Fuori della Porta del Ponte 40 over 50 passi, la Città havea fatto un padiglione, o per dir meglio una stanza a guisa di padiglione con tele, la quale era tappezzata e soffittata di cendali. Havea due porte, una per l'ingresso di S.M., l'altra per sortire alla cappella, ed amendue con portiere di broccato ricamate. Nella detta stanza v'era un baldachino di veluto carmisi con frangie e trine d'oro, un tavolino con un gran specchio coperto con sua cortina, e due cossinoni di veluto pure carmisi.

La cappella fu tutta addobbata da mons. Vescovo

b L'altra stanza ove si piantò la capella era contigua a questa, e la fece alzare e parare mons. vescovo Gerolamo Melzi. Havea rivolto l'altare le spalle al ponte, le tappezzerie erano di broccato, e damasco cremesi con frangie d'oro, l'altare ricco d'argenti e sopra di esso (canc.:un) il baldachino di broccato rosso, che serve per la processione delle sante Spine; la forma della stanza nel rimanente come quella già descritta d'Alessandria ma alquanto più grande e maestosa.

Arivo di S.M. alle porte di Pavia

All'arivare di S.M. che fu alle 23 hore si trovò alla capella mons. Vescovo con il Capitolo del Duomo e sua Croce, sendosi trattennuto ad aspettare in una casa dietro alla capella medema.

Ceremonia del bacciar la Croce.

Smontò S.M. di carozza in cui veniva con la duchessa d'Alburcherche, e ritiratosi nel padiglione per un po' di tempo sortì nella capella, e postasi ginochioni sopra del suo proprio sitiale, li musici, che stavano sopra d'una cantorietta a canto all'altare cantorono quelle parole, che prescrive il rituale romano: Ista est speciosa inter filias Hierusalem &.; e poi mons. Vescovo le diede a S.M. a bacciar un Crocifisso tutto d'argento con le ceremonie dette di sopra per Alessandria. Il che fatto subito s'incaminò col suo clero dentro del [manca parola]