Le memorie Gorani - Pagina 82

62 e schivando Strada Nuova si portò al Duomo ad aspettare la signora Imperatrice.

S'incamina l'ordine dell'entrata

In tanto li dottori legisti del Collegio presero il baldachino ch'era di tela d'argento a quatro bastoni per parte e S.M. si pose nella siglia sua di veluto morello con ricami riportati di sopra, propria della Maestà Sua e s'incaminò alla volta del ponte preceduta immediatamente dal sig. duca d'Alburcherche, sig. don Luigi Ponze governatore e mse. Spinola tutti tre coperti ed avanti loro dalli due Maggiordomi, uno de cavallerizzi, menni e paggi, l'altro cavalerizzo don Diego de Bonifaz stava al lato sinistro della siglia. Quando S.M. arivò all'ingresso della Porta che conduce al ponte (ornata d'armi imperiali e con statue come di vedrà della relazione) posò la siglia, et il co. Belcredi, Abbate Seniore, si voltò a dietro accostandosi a.S.M. con alcune riverenze.

L'Abbate Seniore di Pavia presenta le chiavi a S.M.

E doppo dette in spagnolo alcune parole, prese le chiavi inargentate, che teneva in una bacila un portiere della Città e le presentò a S.M., la quale con toccarle fece l'atto di riceverle.

Entrò S.M. servita come si è detto, avanti la siglia dalli signori b duca d’Alburcherche, don Luigi Ponze e mse. Spinola, Maggiordomi, cavallerizzi, menni e paggi, et immediatamente seguivano li signori di Provisione et altri aggionti per ingrossar il corpo della rappresentazione stando di dietro li due Abbati. Li camerata di S.E. andorono avanti fuori dell'ordine per la ragione detta di sopra descrivendosi l'entrata d'Alessandria.

Il Podestà non intervenne.

Il senatore Podestà non v'intervenne, nè meno alcuno della Curia, perchè S.E. voleva che andasse solo senza la Curia, ed egli senza di essa non intendeva trovarvisi dubitando di comparire men decorosamente di quello si convenisse al suo grado; ed oltre a questo la Città ricusò nella risposta data per iscritto al sig. G.Cancelliere, d'admetterlo