Le memorie Gorani - Pagina 85

molte di Pavia, et alcune poche di Milano.

Pransata ch'hebbe S.M. e data un occhiata alla chiesa ad al b magnifico monistero montò in carozza e venne a Milano dove arivò colta a mezzo camino da un poco di pioggia, verso mezz'hora di notte.

Entra S.M. in Milano per porta Ludovica

Entrò per Porta Ludovica voltando per certa strada che da quella di Pavia dritta conduce al Borgo della Trinità avanti d'arivare alla piazza del mercato avanti la città.

Va a render gratie a Nostra Signora di S.Celso

Smontò alla Madonna di S.Celso, e dentro del presbiterio sopra del suo sitiale fece un poco d'oratione doppo haver havuta alla porta dal Preffetto di detta chiesa l'aqua benedetta. Intanto li musici cantorono le lettanie.

La città s'illuminò tutta dalle finestre, et il Palazzo con infinità di torchie all'intorno.

All'uscire di chiesa s'incaminò verso Palazzo trovando illuminata la città da tutte le finestre, et al Palazzo medemo di fuori quanto sia per tutta la facciata, per tutto il contorno dalla parte del Duomo sino al cantone del teatro delle Comedie stavano disposte et accese (canc.:per infiniti) molti bracci di torchie, come pure al di dentro per tutto il contorno, che arivavano al numero di mille.

La signora donna Menzia moglie di S.E. con moltissime dame di Milano 65 e con la duchessa di Ghisa aspettò l'arivo di S.M. nella sala delli Imperatori, ch'è la prima passata quella delli Alabardieri, conforme l'ordine, che le havea fatto dare la Maestà Sua.

Questa sala era tutta illuminata da diversi bracci di torchie; e l'altra che segue per li festini havea in mezzo tre gran lampadarij il più grande de quali era pieno di candele di cera tutte accese che rendevano splendore alle stanze contigue ancora.

La signora donna Menzia con tutte le dame di Milano si trova in capo alla scala di Palazzo a ricevere S.M.