Le memorie Gorani - Pagina 93

71 Que' pochi di casa del sig. co. Arese col sig. G.Cancelliere furono constretti stare dietro alle scene, perchè tra esse e S.M. non poteva stare alcuno.

Settembre

Regali distribuiti dal co. Arese

Ho lasciato di notare che prima si portasse S.M. dalla tribuna di sopra al quarto d'abbasso per sentir la comedia, il sig. co. Arese fece presentargli i regali che haveva apparechiati lì per la Maestà Sua come per le sue dame. Per S.M. un quadro del Cerano con cornice ingegnosissima di cristalli, una cassetta d'ogli et odori perfettissimi, molti guanti di Roma bizzarramente guerniti di pizzi e bindelli un paio de quali valeva 400 lire, e diverse altre galantariette. Poi due cagnoletti di Bologna in cestelli fodrati di tela d'oro incarnata con colari di ricca e bella inventione. S.M. in segno d'haver gradito tutto si cavò li proprj guanti e se ne pose un paro de presentati. Alle dame si diedero diversi crespini, guanti e gargantiglie di bella inventione, però non di gran valore.

Finita la comedia, S.M. rimontò in carozza, sodisfatta di sì buona conversatione così ben concertata, e della generosità del Presidente che in tutto eccedette.

Va S.M. a vedere il Castello

Un altro giorno S.M. andò a visitar il Castello e lo scorse quasi tutto in calesso, portandosi sin sopra de' balluardi, et attorno alla galeria, e per concludere la giornata con un allegro spettacolo b dispose S.E. il sig. don Luigi, che quella sera si desse fuoco alla machina, che s'era eretta su la piazza del Castello medemo quasi per contro alla mezzaluna che cuopre la porta, opra d'un spagnuolo famoso per l'artificio di fuochi d'allegrezza.

Machina de fuochi artificiati

Il luogo dove si pose S.M. a vedere fu sopra certa loggia fra il torrione e la porta, e queste si ornò e coprì decentemente con invetriate d'avanti per l'aria della notte.