Le memorie Gorani - Pagina 94

La machina havea un basamento quadrato a scarpa dipinto a bugne a guisa di castello, poi s'alzava con loggie assottigliandosi nella sommità, in forma piramidale et in cima havea un sole che all'arder de' fuochi sempre girò illuminato. L'esito corrispose all'aspettatione, perchè in fatti la coppia e scherzo de raggi fu grande e tal'uni ve n'erano disposti all'intorno che facevano lo strepito d'un sagro. Tra fuochi di questa machina e molti altri che l'artefice gettò all'aria e fece correre sopra corde passarono due hore di notte, e finita la festa S.M. si rese al quarto di sopra principale della casa del castellano, dove sentì recitare una comedia spagnola, durante la quale continuaro i rinfreschi d'aque e gasapigne in molta abbondanza.

Generosità del Castellano.

Il castellano don Baldassar Mercadero havea quella sera fatto illuminare come il giorno della salva tutto il Castello, e di dentro nella 72 piazza d'arme v'era un ordine di spesse torchie, che l'attorniavano oltre quello di certi altri lumi piccioli che faceva bellissima vista. Il cortile parimente del Palazzo del Castellano si vidde tutto illuminato di torchie al contorno e dentro quelle gran sale erano medemamente guernite tutte d'altre torchie.

Spende S.M. altre giornate in vedere le cose più insigni della città.

In altre due giornate differenti visitò S.M. i monasteri di S. Ambroggio e S.Vittore.

Una mattina il S.Chiodo, et il corpo di S.Carlo con il tesoro della sacrestia del Duomo.

Dà il possesso di Capella Reale alla Colleggiata della Scala

Fece una mattina in S.Gottardo cantar la Messa da un canonico della Scala l'abbate Po, come cappellano reale, et assistere li altri canonici della stessa colleggiata sedendo e coperti in riguardo del privilegio ultimamente concessogli da Filippo 4° di Cappella Reale: con che prendettero il possesso della mercede.

Entrata solenne di S.M.Cesarea in Milano