Archivio Cesare Visconti - Manifesti politici (1946)

La cartella contiene 9 manifesti politici del Partito Democratico Italiano riguardanti il periodo del referendum istituzionale del 2 giugno 1946.

Manifesto n. 1[1]

DE GASPERI Capo del Partito Democratico Cristiano, ha detto:

“Siete sicuri di essere maturi per la repubblica? Io, comunque, non vi posso garantire che la repubblica sarà democristiana”

Dunque, secondo De Gasperi, la repubblica sarà probabilmente socialcomunista!

DEMOCRISTIANI!

Date il voto del referendum alla MONARCHIA che sola può assicurarvi le riforme sociali da noi volute, senza scivolare nella dittatura proletaria. Solo la MONARCHIA può garantirvi il rispetto della Chiesa e della civiltà cristiana.

CATTOLICI D’ITALIA VOTATE per la MONARCHIA

Manifesto n. 2 [2]

PROLETARI !

La Russia comunista esige da voi:

  1. Le frontiere del 1914 a oriente, con la perdita di Trieste, Pola, Gorizia e Monfalcone.
  2. La Tripolitania.
  3. La parte migliore della nostra flotta.
  4. 300 milioni di dollari di riparazioni.
  5. I macchinari delle fabbriche che i nostri patrioti hanno salvato dalle distruzioni tedesche.

Se tutto questo dovesse avvenire, l’Italia sarebbe rovinata e per sempre.

Lavoratori italiani, voterete voi per i comunisti che sono la quinta colonna della politica di espansione russa?

NO! Date il vostro voto ai partiti dell’ordine e della Monarchia che ci salverà dal pericolo comunista.

Manifesto n. 3 (due copie) - A.T.C. 17.9.46

I repubblicani in Italia accusano il Re di essere fuggito a Pescara l’8 settembre 1943.

I repubblicani nel Belgio accusano il Re di non essere fuggito.

ITALIANI! In Italia e nel Belgio la questione istituzionale è stata inventata dagli arruffapopoli assetati dal potere!

ITALIANI! La MONARCHIA in Italia ha eliminato la dittatura e vi ha riportato sulla via della libertà!

VOTATE PER LA MONARCHIA!

Manifesto n. 4 - A.T.C.17.9.46 2

ITALIANI!

I socialcomunisti vogliono la repubblica per istaurare la DITTATURA ROSSA. La dittatura rossa, alleata di Tito, cederebbe Trieste e la VENEZIA GIULIA

ITALIANI! Solo la Monarchia può difendere TRIESTE ITALIANA.

VOTATE PER LA MONARCHIA!

Manifesto n. 5 - A.T.C. 17.9.46 1

PARTITO DEMOCRATICO ITALIANO

MADRI ITALIANE!

I vostri figli che tornano affamati ammalati dai campi di prigionia in Russia sono accolti in Italia dai Comunisti al grido di “Fascisti, Vigliacchi!” sono percossi e feriti.

QUESTO VI OFFRE LA REPUBBLICA VOLUTA DAI COMUNISTI!

Manifesto n. 6

12 OTTOBRE 1860

Ecco il proclama che Giuseppe Garibaldi, il nostro Eroe Nazionale, emanò da Napoli il giorno precedente l’incontro di Teano:

“Domani Vittorio Emanuele II, il Re d’Italia, infrangerà quella frontiera che vi ha diviso per tanti secoli dal resto del nostro Paese ed ascoltando il voto unanime di questo bravo popolo comparirà fra noi.

Accogliamo degnamente il mandato della Provvidenza e spargiamo sul suo passaggio, come pegno del nostro riscatto e del nostro affetto, il fiore della concordia, a Lui così grato e all’Italia così necessario.

Non più colori politici! Non più partiti! Non più discordie!

L’Italia una – come la sognano saggiamente i popoli di queste metropoli – ed il Re Galantuomo siano i simboli perenni per la nostra rigenerazione e della grandezza e prosperità della Patria.” GARIBALDI

Italiani!

La Monarchia dei Savoia non ha i soli vent’anni di vita del fascismo: Essa ha grandissime benemerenze per il risorgimento e l’unificazione della Patria.

Respingete la stolta e criminale accusa alla “fuga” di Pescara!

Se il Re d’Inghilterra si fosse dovuto rifugiare nel Canada – come era stato stabilito in caso d’invasione tedesca – sarebbe stato accusato di fuga dal suo popolo?

E non lasciarono il loro paese il Re di Norvegia e la Regina d’Olanda?

Ed i belgi non accusarono il loro Re di essersi fatto fare “prigioniero” senza alcun beneficio per il paese?

E Stalin, quando i tedeschi giunsero presso Leningrado, non si portò più di 800 chilometri lontano dalla Capitale?

Italiani!

Respingete la valanga delle menzogne. Una ed una sola è la garanzia della vostra libertà e dell’unità e dell’indipendenza del Paese: L’ISTITUTO MONARCHICO.

Manifesto n. 7 - A.T.C. 19.9.46

A Teano
“Saluto il Re d’Italia” esclamò Garibaldi
“Saluto il mio migliore amico” rispose il Re
Il repubblicano Garibaldi accettò quale simbolo di unità e libertà la monarchia

Manifesto n. 8

Nella luce del tricolore LIBERTÀ PACE UNITÀ CONCORDIA LAVORO RICOSTRUZIONE

PARTITO DEMOCRATICO ITALIANO

Manifesto n. 9

PARTITO DEMOCRATICO ITALIANO

Il P.D.I. rivolge il pensiero a tutti i combattenti per la guerra di liberazione che, nell’esercito regolare e nelle formazioni delle libertà, hanno tenuto alto l’onore d’Italia, e a tutti i reduci che, soffrendo per una guerra ingiusta, hanno egualmente meritato il rispetto e la stima della Nazione:

In politica estera afferma la necessità di difendere in un clima di collaborazione europea le nostre frontiere etniche e geografiche e di tutelare i nostri diritti sui territori africani acquisiti prima dell’avvento del fascismo e che costituiscono un libero sfogo all’emigrazione dei lavoratori italiani;

In politica interna proclama che il supremo interesse del Paese esige oggi il ristabilimento dell’Ordine, la rivendicazione delle Libertà dei cittadini e la difesa della loro sicurezza, in un clima di giustizia e di equità che sole possono garantire il progresso sociale, il lavoro e il benessere;

In materia religiosa fedele ai principi cristiani premessa indispensabile alla ricostruzione morale del Paese, intende difendere e RAFFORZARE I RAPPORTI ESISTENTI TRA SANTA SEDE E STATO ITALIANO;

Nel campo sociale pone in guardia i lavoratori di ogni categoria dai programmi demagogici di alcuni partiti; programmi inattuabili e contrari ai veri interessi delle stesse classi lavoratrici. Afferma quindi la necessità di avviare un graduale processo di ridistribuzione del capitale attraverso il progressivo aumento delle retribuzioni, e di favorire il RISPARMIO, onde agevolare lo SVILUPPO DELLE PICCOLE PROPRIETÀ RURALI ed URBANE, presupposto fondamentale all’elevazione morale e materiale delle classi meno abbienti;

In materia istituzionale il Partito Democratico Italiano vede nel mito della Repubblica, clamorosamente e passionalmente agitato dai partiti di sinistra, un motivo demagogico per contrabbandare altri fini ed altri programmi e vede invece, nella situazione storica in cui ci troviamo, in una rinnovata Monarchia costituzionale e parlamentare una garanzia di libertà e di progresso.

ITALIANI!

Votate per il Partito Democratico Italiano

[1]Supplemento al n° 115 di «Italia Nuova».
[2]A.T.C. 7 17.9.46.Supplemento al n° 116 di “Italia Nuova”: